Intravino

Cosa sia il prezzo sorgente lo leggete nell’etichetta accanto: comprare all’origine, cioé in cantina, la bottiglia in oggetto costa(va) 11 euro. Un po’ più del prezzo praticato ad enoteche e ristoranti e un po’ meno del prezzo che queste poi praticano al consumatore finale. Giusto? Sbagliato? La cantina Aurora di Offida ha dovuto desistere: quella riga di testo turbava le vendite ed è scomparsa dopo un paio d’anni.

Il perché è presto detto. Svelando il prezzo sorgente è roba di sottrazioni capire il ricarico praticato dall’intermediario. E giustificarlo sembra un esercizio di arrampicata sugli specchi. C’è la fazione “il produttore si faccia gli affari propri che noi ci facciamo i nostri”, ma anche quella “prezzo sorgente? Ben venga”. Sì, esiste anche la seconda e il nostro Fiorenzo Sartore sul suo Diario Enotecario la racconta così:

Io non capisco, onestamente, dove stia il problema. Se non fosse abbastanza chiaro al mondo cosa sia il mio lavoro, lo spiego ora: io faccio il commerciante. Quello che vendo a dieci l’ho pagato cinque, se va bene. Se va male l’ho pagato sette, e a volte va benissimo e càpita di pagarlo quattro. Io non lavoro gratis, io credo di metterci un discreto impegno in quel che faccio, e pensate un po’, voglio guadagnarci bene. Il consumatore finale che non comprende questo fatto, che non è d’accordo, che non giustifica il sovrapprezzo, ha pure i suoi buoni motivi. Quel che è certo, è che a me non interessa come cliente. Voi lavorate gratis? Non mi risulta. Non volete pagare l’intermediario? Siete liberi. Io lavoro per tutti gli altri che non hanno il tempo, la voglia e la competenza per disintermediare.

Ho citato poche righe di un pezzo magistrale: “Sulla vendita diretta delle aziende, il prezzo sorgente, e altre amenità“. Tra i commenti articolati ci sono i favorevoli e i favorevolissimi (Gianpaolo Paglia, Antonio Tombolini, per dirne due). Io sto con Fiorenzo, mi piacciono trasparenza e guadagno motivato. Se solo molti sapessero quanto costano all’origine le loro scarpe griffate da 350 euro, col cacchio le comprerebbero. Amo il Lambrusco e ne vendo uno particolare. Non costa più di altri all’origine ma mi faccio pagare il lavoro di ricerca. Ho lavorato per te, se non lo capisci c’è il supermercato accanto col suo bottiglione a 2 euro. Ho provato anche quello, s’intende.

Possibile non ci sia nemmeno una voce contraria? Nessun commerciante ha da ridire in proposito?

FONTE

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